
I bambini non hanno bisogno di essere diretti troppo. Hanno bisogno di sentirsi liberi, accolti, e di poter stare dentro quel momento senza il peso di dover fare bene.
Per questo non mi interessa chiedere sorrisi o costruire scene che non appartengono loro. Preferisco osservare, seguire il loro ritmo, entrare piano nel loro mondo e lasciare che siano i gesti, gli sguardi e i piccoli movimenti a raccontarli davvero.
C'è un po' di guida, certo, ma passa quasi sempre attraverso un gioco, una direzione leggera, un invito semplice. Il resto deve restare vivo.